E’ risaputo che il nostro paese è un’inesauribile fonte di cervelli di eccellenza per quel che riguarda il settore della ricerca scientifica ma non è molto chiaro quali sono le regioni della nostra nazione che più coadiuvano l’operato di quest’ultimi. Ebbene l’Emilia Romagna in questo contesto è una delle regioni più sensibili e più disponibili al supporto nei confronti della ricerca e dell’innovazione tecnologica, tanto da dar vita ad un centro per l’innovazione tecnologica e l’imprenditorialità denominato CITI che è attualmente gestito dal consorzio ASTER che riunisce in sé Regione, Università, Enti di ricerca nazionali ed internazionali e realtà economiche del settore.
La nascita del progetto del Parco tecnologico virtuale
Parlando della ricerca genetica e biotecnologica bisogna far presente che attualmente esistono tantissime realtà sparse sul territorio nazionale ed estero che spessissimo lavorano a medesimi progetti, cercando soluzioni e innovazioni utilizzando metodi e scoperte diverse. Da qualche anno ci si sta rendendo conto che tutto questo modo di operare è altamente dispersivo e soprattutto costoso, tant’è che proprio in Emilia Romagna (al CITI appunto) si è pensato di iniziare a lavorare ad un progetto faraonico, seppur disarmante nella semplicità dell’idea e nel relativo basso costo di realizzazione rapportato ai benefici che ne potrebbero derivare, e cioè ad un “Portale” (si parla di web ovviamente) che possa fungere da luogo virtuale di aggregazione di tutte le eccellenze della ricerca e del settore economico che ruota attorno ad essa.
Il Sito del Parco tecnologico
L’idea di raggruppare in un unico grande calderone Università, Laboratori di ricerca, Industrie Farmaceutiche e Strutture Sanitarie ha dell’incredibile, certo è che se questo progetto vedesse realmente la luce, sarebbe un traguardo eccezionale. Il sito sarebbe organizzato in strutture e livelli proprio come un Centro in senso fisico, diviso in sezioni dedicate ad ogni tipologia di utente che ci naviga. Sarebbe la vetrina di convegni e meeting in primis, di stanze di lavoro divise per progetti dove laboratori e ricercatori distanti anche centinaia e migliaia di kilometri interagiscono in tempo reale trasferendosi i dati delle sperimentazioni. Sicuramente sarebbe sede di una biblioteca virtuale di mappatura del genoma umano e di tutti gli scritti e le ricerche del settore, oltre a fare da link tra il mondo dell’Università e la formazione, o tra le Aziende Ospedaliere impegnate nel mettere in atto le cure genetiche e le Aziende produttrici e sviluppatrici del settore biotecnologico. E non ultima la capacità di fare E-Learning, diventando il primo portale al mondo nella diffusione e nello studio del campo della genetica.
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